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Divisa alla Sforzesca un aneddotto



Il politico e mecenate Giulio Porro Lamberteghi, tra i primi a catalogare i codici manoscritti conservati presso la biblioteca Trivulziana di Milano in uno dei sui scritti ci riporta la probabile origine di quella che è indicata nei manoscritti come “divisa alla sforzescha”.

Si narra che subito dopo la famosa litigata tra Muzio Attendolo e Alberico da Barbiano (io creo che da qui a pocho me vorai sforzare)  che valse al primo il soprannome di Sforza, lo stesso Muzio istizzito (animo romagnolo) per il comportamento del suo capitano :

«Allora Sforza prese la divisa sforzescha fatta a quartieri. Et come è ditto, fino allora Sforza e Brazo de Montone erano buoni homini d’arme et molto amicissimi et compagnoni.

Sforza leva li quartieri che oggidì portano li sforzeschi et fece le unde strette et unite insema dal canto manco, el quartiere rosso dal canto dirito, e la calza fessa dal canto dritto col bianco fora, el cilestro di dentro, e la rossa de la gamba manca.

Brazo fece la sua divisa per contrario per non portarla l’uno come l’altro, et le unde destese, ma non in tutto, e la calza fessa de la gamba stancha.

Et così portano oggidì l’uno e l’altro; dicendo Brazo con piacevolezza” Tu Sforza porti le unde strette et superbe come le unde del mare quando è sconfinato; e io le voglio quiete, piane e pacifiche”.

Sforza rispondeva che Brazo voleva le unde piane per pocho animo.»

Vita di Muzio Attendolo Sforza, in «Miscellanea di storia italiana », VII
G. PORRO LAMBERTENGHI (a cura di), Torino 1869


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