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Francesco Sforza e un contratto per il Ducato di Milano



Il 3 Marzo 1450 nella villa del Conte Giovanni Corio in Vimercate alla presenza del notaio Damiano Marliano viene redatto un atto di traslazione del potere ducale nelle mani di Francesco Sforza, un modo per essere riconosciuto dai sudditi come legittimo sovrano e non despota.


Con questo atto venne concordato che le gabelle sarebbero state moderate, “riducendosi la macina a soldi 12”, il "dazio del vino a soldi 4", e stabilendosi che “non s'imporrebbero in avvenire nuove gabelle, anzi si abolirebbe quella del fieno”, il prezzo del sale sarebbe stato lire 3 per ogni staio.

Il nuovo duca avrebbe fatto residenza in Milano, almeno per due terze parti dell'anno, i tribunali avrebbero sempre in Milano la loro sede, così come tutti gli ufficiali a parte del Podestà sarebbero stati milanesi.
Vedremo poi che questa legittimazione di “officiali” solo milanesi è alla fine legata non tanto alla nascita ma alla “residenza” tanto più che Angelo Simonetta diventa Segretario ducale dopo essere arrivato in città così come succede per i suoi fratelli Cicco, Andrea.

Interessante la parte militare di questo contratto, i milanesi non avrebbero subito alcuna coscrizione ma avrebbero comunque dovuto “somministrar carri e guastatori per gli usi militari”.

Con l'entrata del Duca in Milano inoltre tutti i soldati a piedi, a cavallo, saccomanni, uomini d'armi, presenti in città ne sarebbero usciti, lasciando la città esente dall'alloggiamento dei militari, se non per i conestabili alle porte, il Duca però in casi speciali potrà deviare da questa regola.

Fonti :
Registri delle lettere ducali del periodo sforzesco - C. Santoro, Milano 1961
L'historia di Milano - B.Corio
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